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Il ruolo del counsellor

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Counsellor, dal latino “consulo“, confortare, consolare, riflettere, venire in aiuto.

Non è mai facile spiegare il mio lavoro in italiano, la professione del counsellor è relativamente nuova in Italia ed è una figura ancora poco conosciuta.

Come tutte le cose nuove, delle quali non si capisce bene il funzionamento, il counselling può suscitare dubbi e scetticismi, ma anche interesse e curiosità.

In questo post cercherò di illustrare quello che per me è il ruolo del counsellor, sperando di chiarire dubbi e sviluppare interesse!

Da che mondo è mondo, l’essere umano attraversa momenti di malessere psicologico, ansietà e sconforto durante i quali sente il bisogno di essere sostenuto ed ascoltato.

È cosi che, riunirsi intorno al fuoco e condividere le proprie esperienze con la tribù può considerarsi una forma primitiva di counselling, una terapia di gruppo. Con lo sviluppo delle religioni organizzate anche la figura del prete di paese acquista sembianze di counsellor. Una persona di fiducia a cui rivolgersi in caso di crisi, per trovare sostegno e conforto, qualcuno con cui confidarsi e a cui confessare le proprie debolezze, nella speranza di essere ascoltati, possibilmente, senza venire giudicati.

Non è dunque un concetto nuovo, ma il termine “counselling” entra nell’uso comune solo nella metà del secolo scorso, ed è Carl Rogers che, con il suo approccio “Centrato sulla Persona“, porta il counselling alle masse!

Nella vita di ognuno di noi ci sono periodi di confusione, durante i quali i pensieri si accavallano nella mente e ci impediscono di vedere con chiarezza la direzione da prendere; periodi di cambiamento, quando le emozioni si alternano velocemente tra entusiasmo e apprensione; periodi in cui proviamo un disagio interiore, un senso di sconforto e insoddisfazione senza capirne il motivo.

Questi malesseri fanno parte della vita, sono i piccoli e grandi ostacoli che dobbiamo affrontare giornalmente; in genere vengono superati senza che creino troppo scompiglio ma può capitare che vengano semplicemente aggirati e, in un momento di debolezza, tornino a tormentarci!

Il ruolo del counsellor, come dice Irvin Yalom, è quello di aiutare ad identificare e rimuovere gli ostacoli.

Attraverso lo sviluppo della consapevolezza di se è possibile acquisire prospettive diverse, cambiare atteggiamento su situazioni o relazioni bloccate, uscire dal circolo vizioso dei nostri pensieri e trovare quelle risorse che non sapevamo di avere.

Il counsellor è una guida, che, camminandoci accanto, ci aiuta a continuare per la via della consapevolezza.

Tra le definizioni di counsellor che ho trovato su internet, quella che preferisco e’ “il counsellor e’ un professionista dell’ascolto“. Perché nell’ascolto c’è conforto e aiuto, consolazione e riflessione. Perché usando le parole di Carl Rogers:

Quando una persona capisce di essere sentita profondamente, i suoi occhi si riempiono di lacrime. Io credo che, in un senso molto reale, pianga di gioia. È come se stesse dicendo: “Grazie a Dio, qualcuno mi ascolta. Qualcuno sa cosa vuol dire essere me.”

 

 

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