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Dove vi siete conosciuti?” Mi chiedono.

 

“In Tailandia.” Rispondo.

 

E mi sembra quasi di vedere i loro volti trasformarsi nella faccina con gli occhi a cuore… romantico, esotico, interessante…insomma un sogno!

Due giovani viaggiatori, lei italiana lui australiano, partiti per esplorare il mondo, si incontrano in un villaggio sul fiume Mekong, si innamorano e, dopo aver ripreso le loro strade, si ritrovano a Londra e lei decide di seguirlo nella sua terra lontana.

Per amore, solo per amore!

E per continuare lungo questa vena romantica voglio dipingervi l’immagine di me come un’eroina delle favole, e quindi ricorro al fantastico esempio di donna che lascia tutto per amore: la Sirenetta!

Anche lei, come me, lascia il suo mondo senza pensare troppo alle conseguenze, alle differenze, alle distanze (fisiche e morali), segue il cuore e dimentica, per un momento, la mente.

Anche lei, come me, è giovane e irrequieta e si lascia trasportare dall’entusiasmo.

Anche lei, come me, deve superare qualche prova ma, almeno nella versione di Disney, la storia ha un lieto fine e vissero per sempre felici e contenti!

Ma nonostante il lieto fine (dopo 25 anni sono ancora qui 😉 ) penso sia giunto il momento di passare a setaccio queste prove, di mostrare al mondo l’altra faccia della medaglia e di svelare cosa si nasconde dietro le porte chiuse degli emigrati per amore!

Cominciamo dall’inizio, da quelle domande che fanno capolino prima di decidere, prima di fare scegliere se:

Partire o non partire? Seguire o non seguire? Lasciare o non lasciare?

Nel mio caso non mi sono arrovellata troppo il cervello e ho deciso che partire non era un problema, ero già partita altre volte e amavo la vita all’estero; seguire non era un problema, anzi, per una volta avevo qualcuno con cui condividere la mia esperienza; lasciare era inevitabile, o lasciare famiglia e amici o lasciare l’uomo della mia vita…la romantica in me ha avuto la meglio!

La realtà mi ha colto di sorpresa e dopo i primi sei mesi passati in perlustrazione cominciai a realizzare  che non sarebbe stato facile come pensavo.

Partire a “seguito” aveva sicuramente alcuni vantaggi pratici, primo fra tutti una casa in un quartiere tranquillo, ma c’era una serie di svantaggi che non avevo tenuto in considerazione, primo fra tutti che questa casa era in un quartiere davvero troppo tranquillo ma soprattutto in un quartiere che non avevo scelto.

Perché seguire il partner nel suo paese d’origine vuol dire arrivare in un paese sconosciuto, accanto a chi in quel paese c’è cresciuto. Cominciare da zero, insieme a chi riprende da dove aveva lasciato. Scoprire una città nuova, attraverso chi ha già scoperto tutto e sa esattamente quello che vuole.

E da qui una serie di disagi, di malesseri più o meno profondi, causati proprio dal fatto che non ero sola. Anzi all’improvviso non ero più nemmeno “Barbara”, ma “la ragazza di Nigel”; non avevo un lavoro ma dipendevo economicamente da Nigel e a nessuno passava per la mente di invitarmi a prendere un caffè da sola…perché non ero sola e probabilmente non avevo bisogno di nulla!

Effettivamente questo non l’avevo tenuto in considerazione quando, dopo la mia breve storia d’amore sulle rive del Mekong, dopo lettere piene di promesse e passione, dopo il ritrovarsi nella cosmopolita Londra e decidere che eravamo fatti l’uno per l’altra ho deciso di seguire il cuore e catapultarmi dall’altra parte del mondo…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 Comments

  1. Claudia ha detto:

    Condivido parola per parola, avendo preso la stessa decisione ed avendo vissuto le stesse sensazioni….

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