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Vacanza consapevole: una pausa per osservare

vacanza consapevole

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Sia che vi prepariate ad andare al mare o a sciare, che viviate da una parte o dall’altra del mondo, questo periodo dell’anno vuol dire “vacanza”.

Un’occasione per fare una pausa, per passare tempo con le persone care, per riposarci dalla vita frenetica, per sospendere gli impegni, anche solo per poco.

Vuol dire uscire per qualche giorno o settimana dalla nostra routine, avere la possibilità di fermarsi un attimo e scegliere di osservare quello che ci sta intorno con più attenzione.

Come avrete notato negli ultimi tempi sono diventata una fervida ammiratrice del “presente” del “qui e ora” della “consapevolezza” e ve li servo in tutte le salse 😉

Nell’ultimo post dell’anno voglio condividere con voi qualche spunto per vivere questo periodo di festa in maniera più consapevole, approfittando del prezioso regalo del tempo che le vacanze ci fanno.

Premetto che nella mia lista non troverete esercizi di meditazione nei quali, seduta a gambe incrociate,  tento disperatamente di calmare la mia mente.

La mia è una lista di attività quotidiane che voglio svolgere prestando attenzione, osservando sensazioni ed emozioni, assaporando ogni aspetto con interesse con l’obbiettivo di essere totalmente presente e, come conseguenza, calmare la mia mente 🙂

Mangiare consapevole

Mangiare è una cosa che amo, ma spesso sono distratta e quando mangio penso ad altro o faccio altro. Per esempio il caffè della mattina è spesso accompagnato dal giornale e il pranzo, se sono da sola, lo faccio in compagnia di Netflix 🙂

Mangiare o bere con consapevolezza vuol dire dimenticare per un momento le notizie o il mio programma preferito e prestare attenzione al cibo. Osservare cos’ho nel piatto, scegliere con interesse cosa voglio mangiare per primo, e masticare con calma, distinguendo sapore e consistenza.

Un boccone dopo l’altro, osservo le sensazioni di piacere che il cibo mi da.

Camminare consapevole

Lo ammetto, sono una pigrona e più che camminare amo distendermi sul divano e leggere un libro! Ma camminare fa bene…continuano a ripetermi amici e famiglia benintenzionati…e allora cerco di camminare. A volte metto le cuffie e cammino a suon di musica o mi perdo in un audiolibro, meglio ancora chiacchiero con un’amica.

Ma ultimamente ho scoperto il camminare consapevole e, inutile dirlo, mi piace parecchio.

Guardo in giù, all’ombra davanti a me, sull’erba o sull’asfalto. Osservo la sensazione del terreno sotto i piedi, morbida sul prato, più solida e stabile sul marciapiede. Guardo in su, ai fili elettrici che, rami artificiali, offrono un appoggio agli uccelli di passaggio. Noto il sole sulla pelle, la brezza leggera che mi causa un brivido, i rumori delle macchine e della gente per strada. Guardo con interesse i dettagli delle case e scopro sempre qualcosa di nuovo, mai notato prima.

A volte mi soffermo sulle vetrine, con un interesse nuovo, notando i piccoli dettagli degli oggetti, osservo per il semplice desiderio di osservare, non con il secondo fine di comprare.

Ascolto consapevole

Ascoltare è una cosa che facciamo in continuazione, automaticamente, quasi senza pensarci.

In queste vacanze voglio spegnere il pilota automatico e ascoltare pensandoci, con attenzione e interesse.

Per me é facile usare l’ascolto come strumento terapeutico con i miei clienti, ascoltare con attenzione e senza giudizio è alla base di ogni sessione.

Ma mi rendo conto che non lo faccio spesso con le persone intorno a me, persone importanti nella mia vita che meritano il dono dell’ascolto incondizionato. Della mia totale presenza.

Ascolto consapevole è ascoltare con le orecchie e con il cuore senza lasciare che i nostri pensieri ci portino altrove. Osservare le espressioni e il linguaggio corporeo del nostro interlocutore, per capire a fondo le emozioni che popolano il racconto.

Ascoltare con interesse e curiosità, facendo domande pertinenti e attente.

Ascoltare senza pregiudizi e senza lasciare che la nostra storia, la nostra esperienza comprometta questo ascolto; che il nostro passato o futuro interferiscano con questo nostro presente.

Vivere consapevole

E infine mi piacerebbe prestare più attenzione al semplice “vivere”, a quelle azioni che svolgo quotidianamente, spesso in maniera distratta e frettolosa.

Per esempio mi sono accorta che se riesco ad essere attenta e consapevole quando guido, noto cose che a volte mi sfuggono. Un passante che vuole attraversare la strada, un autista che vuole uscire da un parcheggio…se presto attenzione ho tempo di fermarmi e lasciarli passare. Un piccolo gesto che spesso suscita un sorriso o un cenno di saluto e mi fa sentire bene.

Essere nel presente mi aiuta a prestare attenzione ai bisogni di chi mi sta intorno e non parlo necessariamente delle persone care, ma anche degli estranei per strada!

Buone vacanze consapevoli a tutti!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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