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Pause di consapevolezza

pause consapevoli

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Conosciamo tutti il potere delle pause.

La pausa caffè, la meravigliosa pausa tradizionale svedese “Fika“, la pausa pranzo, la ora denigrata ma sicuramente ancora apprezzata da molti, pausa sigaretta e, naturalmente, le indispensabili pause di riflessione.

Questi piccoli intervalli di tempo ci danno l’opportunità di ricaricarci, di ritrovare l’energia fisica e mentale per continuare nel nostro lavoro, di raccogliere idee e riflettere sulla direzione che vogliamo prendere.

Oggi voglio parlarvi di pause di consapevolezza. Di quelle pause che potete inserire nella vostra giornata per ritornare al presente, per calmare la mente e riposare lo spirito, per far chiarezza nei momenti di confusione e tornare connessi con ciò che è importante.

Al contrario delle pause pranzo o caffè, che fanno parte di una struttura bene precisa e ci vengono naturali, le pause di consapevolezza richiedono impegno e determinazione.

Non è nella nostra natura fermarci ad osservare ciò che proviamo, a notare come ci sentiamo, a prestare attenzione alle piccole cose intorno a noi, ad esaminare le sensazioni nel nostro corpo.

Eppure una pausa di consapevolezza può aiutarci a superare momenti di crisi, a ritrovare il controllo o semplicemente a permetterci di riconnetterci con il mondo intorno a noi.

Sarà capitato anche a voi di trovarvi a chiacchierare con amici in un piacevole pomeriggio d’estate, quando di colpo un pensiero si insinua nella vostra mente. Poi un altro e un altro ancora. La storia che stavate ascoltando con interesse piano piano si allontana e perdete il contatto con gli amici, con il sole sulla pelle, la musica nel locale. Perdete la connessione con il presente.

Fare una pausa di consapevolezza vuol dire riconoscere che ci siamo allontanati e scegliere di tornare, perché quello che stiamo facendo è importante.

Il primo passo è tornare nel corpo, osservando le sensazioni che proviamo, come ad esempio il contatto dei piedi sul pavimento, del corpo sulla sedia. Prestare attenzione al respiro, onnipresente ed indispensabile per la nostra sopravvivenza, l’aria che entra ed esce dalle narici. Riconoscere i pensieri che ci hanno allontanato, senza combatterli, ma semplicemente lasciandoli andare. E infine ritrovare la connessione con ciò che ci sta attorno, con curiosità ed interesse.

Nei momenti di crisi, quando il vortice dei pensieri ci travolge e tutte le nostre energie sono impiegate per restare a galla, è difficile ricordare che fare una pausa può aiutarci a ricaricarci. In un momento di panico l’istinto ci dice di continuare a correre.

Tornare nel corpo, osservare il respiro, riconoscere i pensieri e le emozioni senza lasciarsi intrappolare mi aiuta a superare momenti difficili e ritrovare l’energia per affrontare gli ostacoli.

Le pause di consapevolezza sono diventate uno strumento indispensabile per il mio benessere.

 

 

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