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Non tutti i mali…

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Qualche giorno prima del mio 46esimo compleanno ho sentito una pallina sospetta nel seno sinistro, panico, corsa dal dottore, esami vari e…diagnosi di tumore al seno.

Si sente spesso dire che un’esperienza con il cancro può cambiare la vita in meglio e, a costo di sembrare scontata o, peggio ancora, melliflua, devo dire che per me è stato davvero così.

Dal punto di vista pratico ho sempre pensato che i dottori a Melbourne fossero un po’ troppo rilassati.

Prima di tutto è raro andare da uno specialista ed è il medico di base che fa la maggior parte dei controlli, per esempio non si portano i bambini dai pediatri, a meno che non ci siano problemi particolari, e non è necessario andare dal ginecologo per il pap test, ma si fa tranquillamente nello studio del dottore.

Inoltre non vengono prescritte le solite analisi che in genere si fanno regolarmente in Italia, ma i soli controlli di prevenzione sono per il tumore al colon (esame delle feci occulte, gratuito dai 50 anni ed inviato regolarmente per posta) e la mammografia, anche quella gratuita dopo i 50 anni.

Potete dunque immaginare che, negli anni, mi è capitato di chiedermi se il mio dottore sapesse davvero cosa succedeva nel mio corpo o se i suoi metodi rilassati e poco intrusivi potevano impedire la diagnosi di qualcosa di serio.

Dal punto di vista emotivo, ho sempre temuto che, se mi fossi trovata ad affrontare una crisi, mi sarei ritrovata da sola.

La mia esperienza con il cancro mi ha rassicurato in entrambi i campi. Da subito mi sono sentita in ottime mani dal punto di vista medico e una fitta di rete di sostegno di amici, famiglia e conoscenti, vicini e lontani, mi ha sorretto fisicamente e emotivamente per tutto il mio percorso.

Sono uscita dall’altra parte del tunnel rassicurata e carica di una nuova forza e fiducia che mi accompagna tutt’ora, a distanza di 5 anni, e che mi permette di vivere la mia vita con più leggerezza ma con la consapevolezza che non sono sola.

Ho scritto la mia esperienza su Expatclic nella speranza che possa offrire sostegno a chi sta attraversando un’esperienza simile ma anche per ricordare l’importanza della prevenzione che comincia con l’autopalpazione. Ecco l’articolo Affrontare il cancro in espatrio.

 

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