Passeggiate nostalgiche
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25 Gennaio, 2015
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Nanny state – Stato tata

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In Australia si vive bene.

La vita è tranquilla, ci si sente sicuri e c’è spazio per tutti. Questo è risaputo.

Ma forse non tutti sanno che parte di questa sicurezza e tranquillità ci viene “imposta” con una serie di regole e regolamenti, leggi e divieti che a volte hanno davvero dell’esagerato e, in alcuni casi, del ridicolo!

E’ opera del “Nanny State“, lo “Stato Tata”, che si prende cura dei suoi cittadini come fossero bambini irresponsabili, avvolgendoli nella bambagia e proteggendoli contro ogni pericolo, attuale o eventuale.

L’Australia è l’unico paese, con la Nuova Zelanda, in cui è obbligatorio mettere il casco per andare in bicicletta. Anche solo per andare nel negozio in fondo alla strada, con la mia biciclettina da città, con la spesa nel cestino e velocità di poco superiore alla camminata, devo mettermi il casco. Da buona italiana ho provato a ignorare la legge. Fermata dalla polizia e rimproverata per la mia irresponsabilità! Le mie figlie mi avevano già sgridato e mi hanno detto che me lo meritavo. Niente multa per questa volta, ma la prossima volta $57!

Per questo il servizio di Bike Sharing in uso in tutte le città europee è fallito a Melbourne. Non molti turisti viaggiano con il casco nella valigia!

Pedoni: marciapiede chiuso, usare l'altro marciapiede

Pedoni: marciapiede chiuso, usare l’altro marciapiede

Da un paio di giorni stanno sostituendo le tubature del gas nella nostra via.

Questa mattina il marciapiede davanti a casa era chiuso per questi lavori e un segnale suggeriva ai pedoni di usare il marciapiede dall’altra parte della strada. Io dovevo fare circa 50 metri, la strada è molto tranquilla e ho pensato di non attraversare ma passare al lato del marciapiede. C’erano ben due persone incaricate a fermare i pedoni “ribelli“! Una signora in divisa è venuta gentilmente ad informarmi che dovevo passare sull’altro marciapiede e poi attraversare al semaforo! Nel caso non mi fosse ancora chiaro il concetto, al semaforo c’era un altro lavorante pronto a dirigermi sulla retta via! Tornata a casa ho raccontato a mia figlia che mi ha guardato stupita e mi ha detto: Ma se quella è la regola!

Ha ragione ed è proprio qui che io, dopo anni di vita a Melbourne, mi sento ancora un pesce fuor d’acqua. Perché le regole sono fatte per essere infrante…o no?

No, qui no. Le regole sono seguite ed è forse anche per questo che l’Australia rimane per tanti un paese di sogno. Ma a volte mi dico se in questo modo i cittadini/bambini impareranno mai a prendersi le proprie responsabilità? Se lo stato decide continuamente cosa è meglio per noi quando avremo la possibilità di fare quegli errori che aiutano a crescere?

 

 

8 Comments

  1. Claudia ha detto:

    Anche io mi sono stupita della rigidita’ di alcune regole qui in Australia, e soprattutto per come vengono imposte/rispettate…

  2. giovannacacciuto ha detto:

    Bello ti dirò che mi piace , senza eccessi ovviamente, ma penso che il genere umano abbia purtroppo dimostrata ampiamente di non saper autoregolamentarsi… ☺☺☺

  3. TJ ha detto:

    Beh credo che in Italia uno dei tanti problemi sia proprio che pochi rispettano le regole in quanto nessuno controlla e c’è sempre la gara al più furbo o a chi la spunta senza rispettare la regola! Da buon italiana ritengo ridicole alcune leggi australiane, ma almeno valgono per tutti!!!

    • BarbaraA. ha detto:

      Assolutamente daccordo con te, TJ. E il fatto che in genere i cittadini australiani seguono le regole, mi da un senso di sicurezza. Penso di essere sulla strada dell’australianizzazione 😉

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