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C. è una signora inglese che vive a Melbourne da 30 anni.

È una donna molto in gamba, fisioterapista che da anni ha uno studio di successo, matrimonio felice e due figli grandi ed indipendenti. Insomma una vita con molte soddisfazioni, sia nel campo professionale che personale, una vita piena ed, apparentemente, appagante.

Ma…c’è un ma!

C. vive costantemente pensando alla sua vita in Inghilterra.

Una vita che ha lasciato da anni, scegliendo di seguire il marito australiano nella sua città d’origine; una vita sulla quale continua a fantasticare, ricordando il passato e immaginando il futuro.

In questi 30 anni è tornata ogni anno, spesso da sola, e solo in quel mese vive la sua vera vita.

Il resto dell’anno è vissuto nell’attesa di tornare “a casa” e nella speranza che, un giorno, potrà restare per sempre.

Negli ultimi anni ho cominciato a realizzare l’importanza di essere nel presente.

Meditazione” e “Mindfulness” sono parole entrate nell’uso comune ma l’idea di meditare mi ha sempre un po’ spaventato. Troppo impegnativo, troppo serio. Pensieri che si intrufolano nella mente che dovrebbe essere libera, pura, pulita, e la sensazione di frustrazione e fallimento che sicuramente non mi fa stare bene.

Ma il concetto di  tornare nel presente, accettare il presente e vivere nel presente mi ha subito conquistata e ho cominciato a guardare la mia vita in modo diverso.

Anni fa sono stata invitata ad una festa di compleanno in Marocco. Un fine settimana a Marrakesh, per il compleanno di un amico, al quale naturalmente non avrei potuto partecipare. Perché dall’Australia in un fine settimana non si arriva da nessuna parte. Con il pensiero ero là ma la realtà era diversa e ricordo ancora il disagio e senso di insoddisfazione provato.

Come C. anch’io vivevo con l’idea che un giorno la mia vita sarebbe stata diversa, in un paese diverso, nella mia amata Europa, dove potevo scappare a Vienna per un week end di arte e cultura o addirittura cambiare continente con poche ore di volo.

Le mie energie erano spesso usate in maniera negativa, concentrandomi su ciò che non avevo, non sulle nuove opportunità che la vita mi offriva.

Poi ho scoperto l’importanza del presente.

Il mio presente, al momento qui, a Melbourne, dall’altra parte del mondo. Un presente diverso perché unico ed irripetibile, ricco di attimi speciali ed importanti da apprezzare e, soprattutto, accettare come tali.

Vivere nel presente mi permette di vedere quello che ho, qui, in questo momento.

Come per esempio la possibilità di tornare a studiare, perché è una cosa possibile, molto facilmente, a Melbourne.

E poi andare in vacanza in mezzo alla natura, una natura inalterata e selvaggia che ho imparato ad apprezzare. Naturalmente l’idea del weekend in Marocco non ha perso il suo fascino ma non è realistica e, al momento, non fa parte del mio presente.

Essere nel presente per me non vuol dire dimenticare quello che ho lasciato.

ricordi sono importanti e continuo a far piani e sognare estati europee.

Ma quando questi pensieri mi impediscono di vivere la mia vita qui in maniera appagante, quando mi bloccano dal fare quello che è improntante perché  “in Italia sarebbe diverso, meglio, più interessante, più facile…“, mi fermo un attimo. Mi prendo qualche minuto per riportare la mia mente nel qui ed ora e a tutto quello che questo presente mi offre.

Ed è come un tornare a casa, tornare a me stessa, ed è proprio qui che voglio essere.

 

 

 

 

 

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