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Per chi ha scelto di vivere all’estero, la distanza dalle persone care fa parte della quotidianità.

Ognuno di noi trova strumenti e risorse per affrontare al meglio questa sfida.

Ma ci sono momenti in cui essere lontani è particolarmente complicato, sia dal punto di vista emotivo che pratico.

Un esempio? Quando i genitori invecchiano.

La distanza in quei momenti si fa davvero pesante e, in molti casi, fa oscillare le nostre certezze, mette in dubbio le nostre scelte, intacca le dinamiche famigliari e va a risvegliare quegli assopiti sensi di colpa.

Sembra di non avere scelta, di essere allo sbaraglio, in balia di emozioni contrastanti e pensieri poco costruttivi che mettono barriere ed ostacoli al nostro benessere.

Come possiamo accettare questa difficile situazione e far fronte al disagio che ne consegue?

È possibile trovare un equilibrio tra i genitori che invecchiano e l’espatrio?

Negli anni, sia a livello personale e professionale, mi sono imbattuta spesso in questo dilemma e penso che, nonostante la situazione appaia fuori dal nostro controllo, abbiamo sempre la possibilità di scegliere.

Ci sono tre strade che, secondo me, possiamo percorrere nella gestione dei genitori che invecchiano.

Lasciare il paese di adozione e tornare in quello di origine

Lasciare il paese di adozione, da una parte, vuol dire essere fisicamente presenti e poter essere d’aiuto in maniera regolare e attiva.

Dall’altra, significa affrontare una serie di ostacoli e barriere: la burocrazia, un sistema al quale non siamo più abituati e, in certi casi, la diffidenza della famiglia stessa.

Inoltre, bisogna considerare se un trasferimento renderebbe la nostra vita migliore, tenendo conto della nostra vita attuale (carriera, partner, figli, rete sociale).

Restare dove siamo ed accettare ciò che non possiamo cambiare

In molti casi, lasciare il paese di adozione è impossibile, così com’é impossibile fermare il deterioramento fisico e mentale dei genitori.

Abbiamo provato a fare di tutto per escogitare una soluzione e cambiare la situazione attuale, ma niente: ci troviamo bloccati e senza alternative.

Accettare ciò che non possiamo cambiare vuol dire far spazio a quelle emozioni scomode e dolorose, lasciare andare i pensieri ostili e carichi di giudizi, riconoscere l’ansia e la preoccupazione.

Restare dove siamo e cambiare ciò che possiamo 

La terza alternativa è ricordare che, anche se non sembra, ci sono cose che possiamo cambiare, perché in ogni situazione restiamo in controllo delle nostre azioni.

Non possiamo controllare la salute dei nostri genitori o la distanza che ci separa da loro, ma possiamo focalizzare la nostra energia sul vivere la vita al meglio, introducendo piccoli cambiamenti guidati dai nostri valori.

Possiamo, per esempio, migliorare il modo in cui comunichiamo, sia con i genitori che con chi si prende cura di loro, usando un tono gentile e calmo, ascoltando con attenzione e dimostrando comprensivi.

Nessuna di queste strade è facile, tutte richiedono una buona dose di compromesso e rinuncia.

Essere consapevoli di ciò che è importante, in questo caso il rapporto con la nostra famiglia, e coerenti con la direzione che abbiamo scelto può supportarci in questo tratto di cammino.

In questo momento, non riesci a gestire al meglio le emozioni legate alla lontananza dai genitori anziani? Vorresti fare qualcosa, ma non sai cosa? Scrivimi!

Troverai un posto accogliente in cui dare voce alle tue emozioni e, insieme, scopriremo passo passo il modo per smettere di subirle e accettarle, attivamente. Non perdere la speranza.

 

 

 

 

 

 

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