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Easter Fair – Una tradizione Australiana

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Lo so, lo so, l’Australia non ha la reputazione di avere delle grandi tradizioni, ma, mettendo da parte i miei soliti pregiudizi da “snob europea”, ho deciso di aprire la mia mente e cominciare ad accettare che, le tradizioni ci sono, basta saperle trovare!

Balli e musica nel parco

Balli e musica nel parco

Per cominciare la mia ricerca non c’è posto migliore di Maldon, il mio angolo di storia Australiana, un paesino del nord del Victoria, a circa 150 km da Melbourne, in una zona divenuta famosa al tempo della caccia all’oro, nel 1850.

Gli abitanti di Maldon sono particolarmente propensi ad organizzare eventi di ogni genere; dal festival di musica folk che si tiene ogni anno a novembre, a mostre di pittura e fotografia che coinvolgono artisti locali; da fiere dell’antiquariato, ricche di piccoli e grandi tesori, a mercatini dove contadini e artigiani della zona propongono i loro prodotti.

Ma il pezzo forte tra tutte le festività dell’anno, è senza dubbio la “Easter Fair“, il festival che si svolge a Pasqua e che coinvolge l’intera comunità e attira numerosi turisti.

Ma che cos’è esattamente questa festa?

In Italia le tradizioni hanno quasi sempre origini religiose o storiche, in questo caso direi che le origini sono “comunitarie“. Gli australiani sono un popolo molto pratico e  e pieno di risorse e infatti la prima Easter Fair fu organizzata nel 1878 perché l’ospedale di Maldon aveva bisogno di fondi e ancora oggi le entrate del festival vengono suddivise tra varie associazioni locali, prima fra tutte la CFA (Country Fire Authority), cioè i pompieri di campagna!

Venerdì santo alla chiesa Anglicana

Venerdì santo alla chiesa Anglicana

È dunque una tradizione completamente inventata, durante la quale viene celebrata la comunità in tutte le sue sfaccettature, storia e religione incluse, ma non necessariamente predominanti!

Essendo Pasqua, infatti, sarebbe quasi impossibile ignorare l’aspetto religioso e a Maldon sono presenti chiese di varie denominazioni, dovuto al fatto che i minatori arrivati dalla vecchia Europa, portavano con se le loro tradizioni religiose.  Il venerdì santo comincia così con un servizio religioso misto, all’aperto, sul sito di una vecchia miniera.

Il venerdì santo in Australia è un giorno festivo, anzi, è l’unico giorno, oltre a Natale, in cui la maggior parte dei negozi sono chiusi. Le cose stanno cambiando ma ricordo che fino a pochi anni fa non si poteva nemmeno comprare il pane. Ricordo la mia sorpresa iniziale e quella di Nigel nello scoprire che in Italia, paese cattolico, il venerdì santo è un giorno lavorativo.

"Happy campers" al campeggio di Maldon

“Happy campers” al campeggio di Maldon

Pasqua in Australia cade in autunno, in genere il tempo è ancora piacevole e, tipicamente, si va in campeggio.

Maldon ha un bellissimo campeggio e in questo periodo si riempie di allegri campeggiatori, con tende, roulotte, camper ma soprattutto con il protagonista di tutte le attività all’aperto: il barbecue!

I campeggi in genere sono più spartani di quelli in Europa, ma i campeggiatori sono organizzatissimi e andare in campeggio all’australiana è un’esperienza indimenticabile.

Dal sabato al lunedì le strade di Maldon sono piene di gente, da hipster cittadini ad abitanti della zona, tutti occupati nello svolgere delle attività che, al mio occhio italiano, risultano ancora  bizzarre e piuttosto eccentriche.

Il sabato sera c’è la sfilata dei camion dei vigili del fuoco.

Si avete capito bene, i vigili del fuoco della zona vengono a sfilare con il loro camion rossi tirati a lucido e a dimostrare la potenza delle loro sirene e alla fine si vota il migliore! I vigili del fuoco (CFA) hanno un ruolo di grande importanza nella campagna australiana e sono al centro della vita comunitaria.

Dopo la sfilata, cominciano le danze nella strada principale, dove un dj dal palco da le istruzioni per le mosse e tutti si buttano nella mischia; è impossibile resistere e, nonostante il mio ginocchio dolorante, anch’io mi abbandono al suono di una vecchia ma irresistibile canzone, e mi ritrovo tra la folla, al ritmo di YMCA.

La domenica di Pasqua ci svegliamo all’alba per andare sul Mount Tarrangower, dove si svolge una servizio religioso e la mia famiglia ebrea/agnostica/cattolica, seguita dall’eccitatissimo Calimero, il nostro cagnolino, esce di casa imbacuccata per partecipare alla messa anglicana sul monte.

È il mio compleanno ed è solo per questo che sono riuscita a tirarli giù dal letto, sarà anche la resurrezione di Cristo, ma i miei 51 anni questa volta hanno più potere!

Guardare il sole che sorge, circondati da un gruppetto di vecchini locali, che ci accolgono a braccia aperte, riesce a tirare su lo spirito anche dei meno convinti e questa Pasqua acquista un significato speciale.

I cercatori d'oro

I cercatori d’oro

Domenica e lunedì le strade di Maldon pullulano di attività, c’è chi cerca l’oro in vasche simili ad abbeveratoi (pur sforzandomi, non riesco a capire le motivazioni di tale pratica!), chi mette in mostra il suo “billy cart” (carretti simili a go kart, di legno, fatti a mano!) e si appresta a gareggiare e chi fa la fila per le salsicce, immancabili a tutte le feste australiane.

Ma la chicca di questo festival per me è l’Egg Toss Competition, quando il lunedì di Pasquetta la strada principale si trasforma da pista da ballo, in campo da tiro alle uova e coppie di temerari partecipano a questa simpatica gara.

Il gioco è semplice e per partecipare c’è solo bisogno di un uovo, venduto dai pompieri per 1 dollaro, ed un compagno d’avventura.

Si comincia l’uno di fronte all’altro a passare l’uovo e, piano piano, ci si allontana; cominciano a volare le uova e c’è un’esplosione di  risate e grida di incoraggiamento da parte degli spettatori.

Alcune uova si rompono appena toccano le mani inesperte mentre altre, miracolosamente, rimangono intatte; ci sono uova che esplodono sull’asfalto, altre sulle teste degli sfortunati “acchiappatori” che, stranamente, non si scoraggiano e ritentano la fortuna al prossimo giro.

Sono affascinata dall’entusiasmo dei partecipanti, dalla totale mancanza di imbarazzo o sconcerto quando un uovo si rompe e tuorlo e albume, come uno shampoo d’altri tempi, si mischiano nei capelli; di come ridendo, abbracciano il loro compagno ed si abbandonano ad un divertimento puro e totale.

Il premio per i vincitori?

Un coniglietto di cioccolato!

Questa tradizione non ha basi profonde, ne di tempo, ne di significato, ma per me rappresenta l’importanza della comunità nella società australiana, ancora molto viva nei paesi di campagna ma che ho riscontrato spesso anche a Melbourne.

Uno degli aspetti dell’Australia che più apprezzo e che forse non tutti conoscono.

 

 

 

 

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