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Due culture, un privilegio.

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Divento sempre più consapevole del dono prezioso del vivere tra due culture.

“Quando ho deciso di organizzare la festa di compleanno a sorpresa per M. ho pensato che avrei chiesto aiuto a S. perché con mamma greca e papà italiano sarebbe stata perfetta!”

Mi ha detto Sofia.

Apparentemente gli europei sono più generosi ed espansivi degli australiani, e di conseguenza più propensi a dare tempo e denaro per organizzare una festa a sorpresa ad un amico!

Questa osservazione mi ha confermato che le miei figlie sono consapevoli delle differenze culturali e del privilegio del crescere tra due culture e poter scegliere il meglio da entrambi.

Gli australiani sono sicuramente più educati degli italiani.

Già da piccoli gli amici delle mie figlie ringraziavano ogni volta che venivano a giocare a casa nostra.

“Thank you for having me” è la frase standard, che tradotta alla lettera vuole dire “grazie per avermi avuto qui”.

Una frase impensabile in italiano ma che io trovo davvero carina e, nonostante fosse forse detta in maniera un po’ meccanica, mi ha sempre fatto sentire apprezzata dai miei giovani ospiti.

Se inizialmente tutti questi “grazie” mi sembravano un po’ esagerati e poco sentiti, con il tempo ho imparato che dimostrare gratitudine quando qualcuno fa qualcosa per te, anche se piccolo, è importante.

Ora trovo fastidioso e deludente l’atteggiamento italiano, dove i “grazie” mi sembrano sempre più rari.

In più di un’occasione abbiamo avuto ospiti ragazzi italiani, cresciuti in Italia, a casa nostra e ho notato una grande differenza nell’educazione.

Oltre agli scarsi ringraziamenti, l‘attitudine è diversa.

Per esempio gli amici australiani delle ragazze sono sempre molto disponibili ad aiutare ad apparecchiare o sparecchiare se stanno per cena, o semplicemente a riportare tazza o bicchiere al lavandino.

In realtà in Italia c’è una certa gelosia per le proprie cose e probabilmente non ci si sentirebbe a proprio agio ad aiutare in casa d’altri.

Per come sono fatta io, in questo caso il punto va all’Australia!

La generosità di cui parla Sofia è sicuramente una caratteristica tutta italiana, o mediterranea, e spesso sfocia in quell’ospitalità calorosa e spontanea che porta, appunto, all’organizzazione di una festa per una persona cara.

Ricordo le mie estati da bambina quando casa nostra diventava un andirivieni di amici e parenti che, di passaggio verso altre mete, si fermavano a salutarci e immediatamente venivano accolti per pranzi o cene improvvisate.

La spontaneità di una spaghettata dell’ultimo momento; del suonare al campanello di un amico per una chiacchierata e un caffè; dell’improvvisare un coro stonato in un parco.

Ospitalità e spontaneità per me sono la quintessenza dell’italianità e mi piace sapere che fanno parte di me.

Ovviamente questo post non vuole essere preso troppo seriamente e soprattutto non vuole andare ad alimentare stereotipi e luoghi comuni.

È semplicemente un ulteriore riconoscimento di quanto sia importante rimanere aperti agli altri; osservare, imparare e non aver paura di cambiare, imparare e crescere e di quanto vivere all’estero può arricchire le nostre vite.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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