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Se abbiamo scelto una vita in espatrio, la distanza fa parte della nostra quotidianità.

Giornalmente affrontiamo il senso di vuoto che la distanza ci lascia, ma anche la libertà e l’indipendenza che la distanza ci consente.

Vivo lontana dal paese in cui sono nata da più di 30 anni.

Per tutta la mia vita da adulta sono stata lontana da qualcuno che amo.

Lontana fisicamente, ma mi rendo sempre più conto, non “affettivamente”.

In questi ultimi mesi ho affrontato la malattia e infine la morte di un mio caro amico. Un amico con il quale ho condiviso 30 anni della mia vita.

Ed è proprio l’idea di aver condiviso con lui questi anni, pur vivendo in parti opposte del mondo, che mi ha fatto riflettere sulla distanza e su come non abbia avuto nessun impatto sull’affetto che abbiamo provato l’uno per l’altra.

Inizialmente c’erano lettere, poi emails e infine chiacchierate dal vivo davanti ad uno schermo.

Come tutte le amicizie anche questa è stata “nutrita” da contatti più o meno regolari, da brevi messaggi via Messenger e incontri in varie parti di mondo.

Dal momento in cui mi ha detto della malattia, ero certa che gli sarei stata vicina, nonostante la distanza. Come sempre, avremmo trovato il modo.

In questi anni di vita a distanza ho avuto l’opportunità di sentirmi vicina nel dolore, come nella gioia.

Un grande aiuto è stato per me imparare ad accettare.

Accettare che sono lontana fisicamente ma sempre presente nella vita dei miei cari; accettare che ho scelto di vivere lontana e amo la mia vita; accettare che gli affetti possono crescere anche a distanza; accettare che queste persone sono importanti e faranno sempre parte della mia vita, ovunque esse siano.

Ci sono momenti in cui essere lontani è dura, non solo dal punto di vista emotivo ma soprattutto da quello pratico.

Molti di noi stanno vivendo la difficile situazione dei genitori che invecchiano e hanno bisogno costante di cure e attenzione. Vivere dall’altra parte del mondo, o anche a poche ore di volo, non aiuta. La distanza in quei momenti si fa davvero pesante.

Com’è possibile accettare questa difficile situazione?

Per me è importante accettare che questa è la situazione e non è possibile cambiarla: è un dato di fatto che vivo a 24 ore di volo e che i miei stanno invecchiando.

Ma al momento stanno bene e ho la possibilità di far sentire la mia presenza nella loro vita.

Regolari chiacchierate con mia mamma su Skype, telefonate con mio papà che ha da poco scoperto WhatsApp e si diverte a mandarmi foto, e naturalmente le visite annuali.

Insomma, niente di nuovo o di illuminante, semplicemente mi concentro sul presente e su quello che ho invece che tormentarmi per quello che non ho, i miei genitori nella casa accanto!

Da quando ho cominciato ad accettare la distanza paradossalmente mi sento più vicina.

I miei rapporti con famigliari e amici lontani sono più intensi che mai; ho ritrovato amicizie che temevo di aver perso; ma soprattutto mi sento parte della vita di coloro che amo, nel bene e nel male e nonostante la distanza.

Gli addii non mi pesano più e mi ritrovo completamente nelle parole di Rumi:

Gli addii sono solo per chi ama con gli occhi. Per chia ama con il cuore e l’anima non esiste separazione.”

 

 

 

 

 

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