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Ho smesso di leggere il giornale e sono diventata molto selettiva sul tipo di informazioni che voglio ricevere, ma questa mattina il mio sguardo è caduto sulla foto di una bella signora con i capelli grigi e il volto coperto di rughe.

 

Quello che mi ha colpito è il suo sguardo sereno e appagato, uno sguardo che diceva: sono qui ed è esattamente dove voglio essere.

 

La signora della foto, Myra Demetriou, ha 91 anni, vive a Sydney ed è l’ultima residente rimasta in un palazzo che sta per essere buttato giù, di conseguenza deve trasferirsi. Nell’articolo il giornalista racconta la storia di Myra, nel contesto di una Sydney che cambia. Quello che mi ha colpito e mi ha dato lo spunto per questo post è l’attitudine di questa donna, che in 91 anni ha visto molti cambiamenti, intorno a se e dentro di se, buoni e cattivi, scelti ed imposti, ma è riuscita ad accettarli e continuare a vivere la vita secondo i suoi valori.

Ci sono cose nella nostra vita che non possiamo cambiare.

Per mio papà, che ha da poco compiuto 80 anni, è il suo corpo che non reagisce più come vorrebbe; per alcuni miei clienti, è la situazione attuale della loro vita, dettata dalla scelta dell’espatrio; per me è il vivere in un paese che non sempre mi da gli stimoli che vorrei.

Mio papà è sempre stato molto attivo. Contadino, montanaro, ciclista instancabile da anni continua per la sua strada come se il tempo non fosse passato. Un esempio di determinazione e coraggio e lo ammiro molto.

Ma fino a che punto possiamo proseguire ignorando il passare del tempo? Senza ascoltare i messaggi che ci vengono dati dal nostro corpo e dalle persone intorno a noi che ci amano?

Accettare vuole anche dire riconoscere i propri limiti e cambiare di conseguenza, continuando ad essere attivi ma modificando le nostre passioni a seconda del periodo della nostra vita e delle nostre capacità.

Le nostre scelte ci impongono spesso delle rinunce; vivere all’estero offre opportunità e stimoli, ma ognuno di noi è consapevole di quello che dobbiamo lasciare.

È difficile smettere di guardarsi indietro e spesso continuiamo a pensare a ciò che abbiamo perso e a paragonare la nostra vita di “prima” al presente.

Accettare non vuol dire dimenticare, ma vivere la nostra vita nel momento, consapevoli dei motivi per la nostra scelta e riconoscendo gli aspetti negativi, i dubbi e i dilemmi che tale scelta ci provoca.

Sono rientrata dal mio lungo soggiorno europeo con un rinnovato snobbismo che conosco bene e penso sia famigliare a molti. La leggerezza australiana facilita la vita, ma a lungo andare stanca.

A volte mi sembra di vivere sotto una campana di vetro, protetta dai mali del mondo, circondata da superficialità e mediocrità.

Accettare vuole anche dire lasciare andare i pregiudizi e i luoghi comuni, cambiare il nostro nostro atteggiamento mentale e aprirci a ciò che ci sta intorno, senza giudicare o analizzare troppo.

Appena sessantenne a Myra venne diagnosticata una degenerazione maculare, una malattia che l’avrebbe portata alla perdita completa e irreversibile della vista, ha avuto paura?

Certamente!

La degenerazione maculare è incurabile e Myra non poteva fare nulla per cambiare questa certezza, o per sopraffare la paura. Quello che poteva fare era però continuare a vivere secondo i suoi valori. Ed è quello che ha fatto, offrendo i suoi servizi di volontaria a varie organizzazioni, passando tempo prezioso con i suoi nipoti, anche se non poteva vederli, e accettando la sua condizione senza subirla.

Perché accettare non vuol dire subire.

 

 

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