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Acceptance And Commitment Therapy – Accettazione

acceptance and commitment therapy

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Parlo spesso di Acceptance And Commitment Therapy (ACT) ma, vagando su google, non ho ancora trovato una definizione in italiano che mi soddisfi pienamente.

Per questo ho deciso di scrivere alcuni post per parlarvi di questo approccio e spiegare perché, negli anni, questo modello terapeutico è diventato la base del mio lavoro.

La mia formazione professionale è fondata sui principi del counselling centrato sulla persona, Carl Rogers è stato il mio primo amore e continua ad avere un posto speciale nel mio cuore e nella mia pratica.

Secondo Carl Rogers ognuno di noi ha in se le capacità per sviluppare le proprie potenzialità, per trovare la propria direzione; il ruolo del counsellor è di facilitare questo percorso, con empatia, genuinità e ascolto incondizionato.

Anni fa ho partecipato ad un webinar sulla mindfulness e ho sentito per la prima volta Russ Harris parlare di ACT Therapy.

Lo scopo di ACT è di creare una vita ricca ed appagante, accettando la sofferenza che inevitabilmente proveremo vivendola.

Questo concetto ha avuto su di me un impatto immediato, sia dal punto di vista professionale che da quello personale e, con grande entusiasmo, mi sono iscritta al primo corso.

Di colpo mi sono resa conto che cercare di essere felici a tutti i costi non aveva senso.

Frustrazione, rabbia, delusione, ansia, paura…sono emozioni che fanno parte della vita, così come eventi tragici e dolorosi, la perdita di una persona cara, la malattia nostra o delle persone che amiamo, il dolore fisico…

ACCETTARE non è una parola facile e per questo trovo sia importante capire a fondo il significato che la A ha in queste iniziali!

Come ho scritto in questo post qualche tempo fa, accettare non vuol dire subire e non vuol dire nemmeno tollerare, come ci capita spesso di fare con ciò che non abbiamo scelto e di cui faremmo volentieri a meno.

La A, in ACT, vuol dire fare spazio e aprirsi a quei pensieri ed emozioni che creano disagio e dolore, invece di combattere e scappare sprecando preziosa energia.

Ma come possiamo cambiare le dinamiche di una vita intera?

Imparare a convivere con quelle emozioni che per anni abbiamo considerato dannose per il nostro benessere e di conseguenza facciamo il possibile per ignorare, nascondere, respingere?

Secondo ACT, il primo passo è osservare con attenzione quello che succede dentro di noi in questo momento, riconoscendo queste emozioni scomode, questi pensieri che affollano la nostra mente di storie e giudizi.

Cosa abbiamo fatto finora per alleviare l’ansia, la paura, la rabbia; per dimenticare un amore perduto; per alleggerire i sensi di colpa; per bloccare quella voce interiore che dice: “non sei abbastanza”?

Io ho provato a buttarmi in attività varie per cercare di mascherare il disagio; ho trovato mille scuse per evitare situazioni che non volevo affrontare e, in alcuni casi, ho buttato all’aria un progetto perché temevo di fallire.

Ho sprecato tempo ed energia, ma non ho ottenuto risultati soddisfacenti!

Ed è per questo che ho deciso di provare qualcosa di nuovo e “ACCETTARE” sta piano piano diventando più accessibile, meno faticoso ed è una soddisfazione immensa vedere l’impatto che ha sul mio lavoro e sui miei clienti.

 

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